diritti e sociale 

USB Scuola Liguria: «Solidarietà agli studenti del Nautico “San Giorgio” e a tutte le scuole occupate»

Il sindacato difende l’occupazione come protesta civile e chiede dialogo: «No alla delegittimazione». Critiche al dirigente del Nautico, Paolo Fasce, per parole ritenute «offensive e classiste». «Pace, giustizia sociale, diritto allo studio e libertà d’espressione: ascoltare gli studenti»

USB Scuola Liguria schiera apertamente la propria solidarietà alle studentesse e agli studenti dell’Istituto Nautico “San Giorgio” di Genova e delle altre scuole occupate in queste settimane. In una nota, il sindacato rivendica l’occupazione come «forma di protesta civile e politica» inserita in «un più ampio contesto di partecipazione democratica» e di presa di parola delle nuove generazioni su temi ritenuti fondamentali: pace, giustizia sociale, diritto allo studio e libertà di espressione negli istituti.

Secondo USB, le mobilitazioni che hanno attraversato «moltissime scuole genovesi» confermano che l’unità tra lavoratori della scuola e studenti è «un’incredibile opportunità di ripresa di coscienza», come si sarebbe visto anche nei cortei degli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre. Nel mirino degli studenti non ci sarebbe solo la guerra e il riarmo, ma anche la mancanza di spazi di dialogo dentro le scuole, dove «troppo spesso il confronto viene sostituito da atteggiamenti autoritari e paternalistici».

Il sindacato stigmatizza inoltre la derisione e delegittimazione come risposta alle istanze studentesche, citando il caso del Nautico: USB giudica «offensive e classiste» le parole attribuite al dirigente scolastico Paolo Fasce, che avrebbe liquidato l’occupazione come un gesto di «figli della Genova bene in cerca di visibilità politica». Per USB, la scuola «non può essere un luogo di disciplinamento e silenzio», ma un ambiente di formazione critica, confronto e crescita collettiva: «La partecipazione studentesca, anche quando assume forme radicali come l’occupazione, è un segnale di vitalità democratica, non di devianza».

Da qui la richiesta all’amministrazione scolastica di aprire «un confronto reale e rispettoso» con gli studenti, «riconoscendo la legittimità delle loro motivazioni» e ponendo fine a «ogni tentativo di criminalizzare la protesta». Il messaggio finale è politico e civile insieme: «In un momento segnato da guerre, disuguaglianze e sfiducia nelle istituzioni, gli studenti occupanti ricordano che difendere la pace, la dignità e la libertà di pensiero è un dovere di tutti. Siamo al loro fianco».


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